Contrariamente a quando si pensa o si sente dire, la coltivazione delle piante grasse non richiede meno cure delle altre specie di piante. Con gli opportuni accorgimenti, possono essere coltivate con successo sia all’interno, come pianta d’appartamento, che all’esterno per contribuire all’ arredamento di giardini e terrazzi.
Fermo restando i tradizionali interventi di manutenzione che accomunano tutte le specie di piante, dall’ innaffiatura alla concimazione, dal rinvaso alla potatura, alla protezione dagli attacchi da parte dei comuni parassiti di origine animale e/o vegetale, di cui diremo dettagliatamente più avanti, per le piante grasse coltivate all’esterno assume rilevanza la necessità di proteggerle dal freddo, ossia di ritirarle all’interno di serre, verande o della stessa casa, quando la temperatura si avvicina allo zero, mentre per le piante grasse coltivate all’interno o ricoverate in casa in occasione della stagione invernale, assume importanza la necessità di evitare alle stesse l’aria secca e le alte temperature, superiore ai 20°C, che si registrano in concomitanza del riscaldamento acceso.
Ma andiamo con ordine, la prima cosa da fare è quella di collocare le piante grasse in luoghi bene illuminati, sia che allevate all’esterno che all’interno. Calore e luce sono due elementi che condizionano in maniera decisiva la salute delle piante grasse. Per quelle coltivate in Vaso all’interno degli appartamenti si potrebbe ravvisare la necessità di integrare luce e/o calore artificialmente.
Le piante grasse, come tutte le piante, vanno innaffiate quando il terreno risulta asciutto. Più in particolare la frequenza dell’intervento non può che dipendere dalla specie di pianta, dalla zona climatica, dalla stagione, dalla grandezza e tipologia del Vaso, dal potere drenante del terriccio.
Passando all’aspetto operativo, diciamo che per le piante grasse l’intervento risulta regolare durante la stagione estiva, gli interventi si diradano durante la stagione primaverile ed autunnale, potrebbero azzerarsi durante la stagione invernale, se particolarmente rigida. Non bisogna perdere di vista che le piante in genere, e maggiormente quelle grasse, muoiono più annegate che di sete, nel dubbio, quindi, è meglio rinunciare all’intervento. Infatti, le piante grasse, caratterizzate dalla capacità ad immagazzinare una grande quantità di acqua di cui nutrirsi durante la siccità, sono spesso vittime di marciume radicale, conseguenza del ristagno d’acqua. A scopo indicativo, potremmo dire che i 5- 6 interventi al mese della stagione estiva, passano a 1-2 delle stagioni primaverile ed autunnale, per azzerarsi o quasi durante i mesi invernali.
Circa la concimazione, per le piante grasse occorre utilizzare con parsimonia un concime per piante grasse a base di potassio e fosforo, povero d’azoto. Dal punto di vista operativo, risulta pratico usare concimi liquidi da diluire nell’acqua destinata all’irrigazione. Gli interventi di concimazione vanno sospesi in piena estate ed in pieno inverno.
Circa il rinvaso delle piante grasse, diciamo che, sebbene in linea di massima le piante grasse non sono specie che richiedono rinvasi frequenti, l’intervento rientra nella normale manutenzione della specie. La frequenza sarà maggiore durante i periodi di formazione, per diradarsi man mano che la succulente diventa adulta, passando da 1 volta circa all’anno ad una volta ogni 3-4 anni. Allo scopo si utilizzerà indifferentemente un vaso di plastica o terracotta, un terriccio per piante grasse, leggero e drenante, provvedendo a recidere eventuali radici spezzate o interessate da patologie.
La potatura delle piante grasse rappresenta un evento che potremmo dire eccezionale, al quale si ricorre generalmente per prelevare talee destinate alla moltiplicazione della specie, o per rimuovere parti affette da patologia o comunque che hanno subito danni. Come sempre, l’intervento presuppone competenza, utensili affilati e disinfettati, igiene, impiego di prodotti cicatrizzanti.
Nella cura delle piante grasse rientra la difesa dall’attacco dei parassiti animali, quale cocciniglie, ragnetto rosso, lumache, bruchi, formiche, ecc. e da quelli di origine vegetale, con interventi preventivi o se già presenti, con appropriati insetticidi e anticrittogamici.
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