Approfondiamo la conoscenza del legno wengè. Scopriamone caratteristiche e proprietà che lo rendono uno dei legni più utilizzati nella realizzazione di mobili di design ed anche i prezzi e le operazioni di pulizia per mantenere i nostri mobili sempre come nuovi.
Il Wengè è un legno duro e compatto, dal colore bruno scuro, con venatura media e striature tendenti al nero e venatura violacea, particolarmente decorativo. Proveniente dalle foreste tropicali africane del Bacino del Congo e Mozambico, poco sensibile alla stagionatura, sopporta bene l’umidità, non subisce un grosso ritiro e si conserva bene nel tempo. Il wengè è un legno caldo e di tendenza con struttura fibrosa, non particolarmente facile da lavorare, indicato per pavimentazioni anche se esposte ad intenso calpestio. |
Di seguito le principali proprietà meccaniche, fisiche e tecnologiche del legno wengè, che ne evidenziano la resistenza alle sollecitazioni, la struttura e la lavorabilità, qualità che ne giustificano i vari utilizzi.
Resistenza | Mediamente buona, ottima a trazione e compressione. |
Durezza: attitudine a non lasciarsi scalfire. | Alta |
Durabilità: attitudine a sopportare le sollecitazioni esterne. | Buona. E’ un legno compatto, molto resistente all’attacco dei parassiti, che si conserva bene nel tempo. |
Stabilità: predisposizione a resistere alle deformazioni. | Da media a buona. |
Colore, aspetto e profumo del legno: proprietà che evidenziano il pregio e le condizioni di salute dell’essenza. | Con una venatura sottile e fitta ed una tessitura da media a grossolana, il colore del legno wengè spazia dal chiaro tendente al giallo dell’albume ad un colore marrone scuro del durame, con venature tendente al nero |
Essiccatura o stagionatura | Da discreta a buona. Non offre eccessivi problemi, è lenta e da eseguire con cura: presenta una leggera predisposizione a deformarsi e incrinarsi, ma il rischio è minimo stante la lentezza della stagionatura. |
Peso specifico: peso per unità di volume. | Il wengè è un legno molto pesante e duro, il peso specifico allo stato fresco è prossimo ai 1150 Kg/mc, mentre si attesta tra gli 850-900 Kg/mc una volta essiccato. |
Lavorabilità e Facilità di taglio: predisposizione a lasciarsi lavorare e tagliare con i comuni attrezzi da taglio per il legno. | Non proprio facile. Bisogna vincere la eccessiva durezza, e la fibratura irregolare: tende a scheggiarsi. Data l'eccessiva durezza tende a danneggiare il filo degli attrezzi da taglio. Se ben ammorbidito col vapore caldo, si presta a essere sfogliato e tranciato senza eccessive difficoltà. |
Attitudine alla finitura | Buona, sia la verniciatura che la levigatura, anche se il risultato della verniciatura potrebbe risultare condizionata dall’eventuale presenza in eccesso di secrezioni gommose. |
Attitudine all’assemblaggio | Bassa con la colla: la presenza eccessiva di secrezioni resinose non favoriscono un buon incollaggio. Buona con viti e chiodi, ma è consigliabile preforare le relative sedi con una sottile punta da legno, dopo averle segnate. |
Grazie alle sue proprietà funzionali ed estetiche, il legno wengè, sia sotto forma di legno massello che di impiallacciatura, viene impiegato per la realizzazione di:
In considerazione della scarsa reperibilità e del costo elevato, nella grande distribuzione, spesso il termine “Wengè” viene usato per indicare mobili e manufatti in truciolare impiallacciato, ossia che di wengè hanno solo uno strato superficiale di un paio di millimetro, o mobili di altre essenze, tipo il rovere, meno pregiato, tinto color wengè.
Il wengè si colloca in una fascia di prezzo medio-alta.
A scopo esemplificativo:
Di grande successo, oltre che per le pavimentazioni, per gli arredi moderni, il wengè con il suo colore particolarmente scuro possiede una grande attitudine a catturare polvere e impronte, ed è facile a macchairsi. Con questa premessa, appare evidente che diventa più impegnativa e faticosa la quotidiana pulizia.
Per la pulizia giornaliera, si consiglia di usare un panno-pelle ben strizzato, dopo averlo imbevuto nella sola acqua tiepida, e tanto olio di gomito, fino a far scomparire impronte e aloni. Non manca chi suggerisce una piccola spruzzatina di vetril, quindi passare il panno-pelle umido nel senso della venatura.
Settimanalmente, per una pulizia più accurata, si consiglia di aggiungere all’acqua tiepida alcune gocce di ammoniaca liquida o ¼ di tazzina di aceto bianco in un litro d’acqua.
In presenza di ammaccature, abrasioni, piccole crepe o fenditure capillari, dovute a eventi accidentali o al fisiologico movimento del legno, a seguito di sbalzi termici o variazioni del tasso di umidità, diventa necessario un intervento di manutenzione straordinaria. Per lo scopo è possibile utilizzare un bastoncino di cera del colore compatibile e pareggiare i vuoti che presenta la superficie, aiutandosi con una spatola.
Informazioni sulla pianta di Wengè: originario dell’Africa tropicale, il wengè (Millettia Laurentii) è un albero dal portamento non molto regolare che raggiunge i 25 m di altezza, mentre il diametro può arrivare al metro o superarlo di poco. Curiosità: in quanto più pesante dell’acqua, il legno wengè, come l’ebano non galleggia. |
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