Orchidee Dendrobium

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Le Orchidee Dendrobium, sempreverde, a foglie caduche ed a foglie parzialmente caduche, più delle altre specie necessitano di una serra che gode di tanta luce, ma sono specie che temono il freddo, per cui bisogna preservarle da temperature che scendono al di sotto dei 12 – 13 °C, nonché dalle condizioni climatiche estreme anche di caldo, una dimora, pertanto, che può essere interessata anche da luce diretta, ma limitatamente alle ore meno calde della giornata.

Origini, habitat e pratiche colturali: innaffiatura, concimazione, potatura, rinvaso, riproduzione.

Innaffiature e concimazioni.

Le Orchidee Dendrobium, in prevalenza di origine asiatica e australiana, come la quasi totalità di Orchidee, pur prediligendo un ambiente umido, temono l’abbondanza d’acqua, per cui molto oculati debbono essere gli interventi di innaffiatura, lasciandosi guidare dal buon senso e dall’ esperienza, evitando di intervenire se il terriccio presenta ancora tracce del precedente intervento, riducendoli drasticamente durante la stagione autunnale, per eliminarli quasi completamente durante la stagione invernale, periodo durante il quale l’Orchidea prepara i nuovi boccioli per la interessante fioritura primaverile, caratterizzata da fiori il cui colore spazia dal bianco candido al bianco con svariate sfumature di colori.

Con gli interventi di innaffiatura si provvederà, con cadenza mensile, alle necessaria fertilizzazione della pianta, diluendo nell’acqua destinata alle innaffiature una limitata dose di concime per orchidee equilibrato, un concime in cui i varie elementi, quali Azoto, Fosforo e Potassio sono presenti in egual misura.

Se con le concimazioni si intende dare un impulso alla fioritura, la combinazione dei vari elementi vede una prevalenza di fosforo e potassio a discapito dell’azoto, fermo restando la soft dose complessiva, non perdendo mai di vista che le orchidee sono piante poche esigenti, circa la quantità di elementi nutritivi. Basti considerare allo spirito di sopravvivenza che le caratterizza in natura, dove riescono a sopravvivere anche con condizioni estreme, dal punto di vista nutrizionale. Ovviamente, durante la stagione invernale, sospendendo le innaffiature si sospendono anche gli interventi fertilizzanti.

Potatura e rinvaso.

Come la quasi totalità delle Orchidee, anche le Dendrobium non amano i frequenti rinvasi e gli interventi di potatura in senso lato.

Circa gli interventi di potatura dell'orchidea, nella fattispecie destinati a recidere gli steli fiorali per i quali la fioritura è giunta a capolinea, diciamo che l’intervento è indifferente, anche se il genere prevede la rifioritura sugli stessi steli, dal momento che in ogni caso la pianta darà vita a nuovi steli fiorali, steli nuovi in grado di assicurare fioriture più rigogliose. Tra, l’altro i vecchi steli, quelli che già sono stati oggetto di fioritura, possono dar vita ad una nuova piantina che può essere separata dalla pianta madre. L’eventuale taglio degli steli fiorali va eseguito con cesoie bene affilate, opportunamente sterilizzate.

Il rinvaso dell'orchidea, operazione da porre in essere quando il contenitore diventa insufficiente o malandato, dal punto di vista operativo, da un lato prevede la preparazione della pianta da rinvasare e dall’altro la preparazione della nuova dimora.

Con riguardo alla pianta da rimuovere dal vecchio contenitore, per cercare di limitare i danni e le ferite alle radici, il giorno precedente all’operazione la pianta va tenuta per un po’ di tempo in un contenitore con acqua leggermente tiepida, al fine di rendere le radici in qualche misura flessibili, la qualcosa ne limita lo stress.

Per quando riguarda la preparazione del nuovo “vaso”, si inizia proteggendo i fori di drenaggio con l’apposita griglia, segue uno strato di cubetti di polistirolo e/o altro materiale inerte, per realizzare un buon drenaggio. Dopo un ulteriore strato di substrato, preparato come di seguito, si depone e si fissa la massa radicale, lasciando tra le radici ampi spazi per una buona areazione e ossigenazione delle stesse.

Il substrato sarà costituito da una prevalenza di corteccia sminuzzata, cui va aggiunto dello sfango e pezzetti di materiale inerte come pezzetti di gommapiuma che trattengono un minimo di acqua per assicurare la necessaria umidità alla radici. Pertanto, il terriccio deve essere espressione di un perfetto equilibrio tra i vari elementi del composto, cui si aggiungono le caratteristiche drenanti e di areazione del Vaso, per materiale e fori di drenaggio dell'acqua.

Dendrobium coltivate in vaso: sottovaso e nebulizzazioni.

Alle Orchidee Dendrobium coltivate in Vaso in casa o rincasate durante la stagione invernale, bisogna assicurare i salutari interventi di nebulizzazioni, durante i periodi di intenso caldo e durante la stagione fredda con i riscaldamenti accessi che seccano l’aria.

Per assicurare alla Dendrobium un ambiente circostante adeguatamente umido, è opportunamente dotare la pianta di un sottovaso contenente argilla espansa bagnato. L’acqua contenuta nell’argilla, evaporando col calore dell’ambiente, umidifica l’aria circostante alla pianta. Gli interventi di nebulizzazioni, salutari per le piante in Vaso, diventano indispensabili per le Orchidee Dendrobium coltivate come piante epifite, in assenza di un vero substrato, alloggiate su zattere di sughero o tronchetti d’albero.

Tecniche di riproduzione.

Circa la riproduzione dell'orchidea dendobrium, a parte quella per seme tipica in natura, tra le varie tecniche vegetative, quella maggiormente diffusa è quella per divisione, che si realizza invasando i nuovi getti una volta che hanno messo le radici.

Il rinvaso è generalmente l’occasione per la moltiplicazione della pianta, grazie alla divisione dei cespi da invasare in nuovi contenitori.

Come per le specie Vanda e Cymbidium, anche per la specie di Orchidee Dendrobium, il mercato mette a disposizione una grande varietà di ibridi.

Ospite indesiderato: il ragno rosso.

Le Orchidee Dendrobium sono piante resistenti che non si ammalano facilmente, ne sono facile preda di insetti, con eccezione del ragno rosso che potrebbe diventare un ospite indesiderato e la cui presenza richiede i necessari interventi antiparassitari, che in genere non vengono praticati preventivamente.

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